Scarica la versione PDF di questo articolo

 

E’ stato pubblicato lo scorso Gennaio nella prestigiosa rivista “International Entrepreneurship and Management Journal” uno studio condotto dal Prof. Paolo Roffia del Dipartimento di Amministrazione Aziendale dell’Università di Verona, in collaborazione con l’Università di Valencia e con il supporto della Fondazione Studi Universitari di Vicenza, dal titolo: “Board of director attributes: effects on financial  performance in SMEs.

Il tema del rapporto tra le caratteristiche e le qualità del consiglio di amministrazione delle PMI e la redditività d’impresa è un tema poco approfondito dalla letteratura accademica la quale si è tradizionalmente concentrata sulle società di maggiori dimensioni che sono però poco rappresentative del nostro territorio.

Lo studio condotto dal Prof. Roffia appare quindi di rilevante interesse in quanto è specificamente concentrato sulle PMI ed in particolare sulle PMI delle provincie di Vicenza e Verona.

L’obiettivo dello studio è quello di rispondere ad una domanda frequentemente posta dalle imprese:

Perché dovremmo sostenere il costo di un CDA “costruito e condotto” secondo le best practice suggerite dagli studi di Corporate Governance?

Lo studio ha interessato un panel di 184 aziende, rappresentative di un campione di 2541 PMI comparabili, monitorate nei risultati economico-finanziari raggiunti nel periodo 2014-2017.

In termini di qualità del CDA la stessa è stata indagata sotto 4 profili, la composizione, le caratteristiche la struttura e i processi e tra questi sono state individuate 12 variabili come sotto rappresentate.

  1. Composizione
    1. Dimensione del CDA
    2. Presenza di amministratori indipendenti
  2. Caratteristiche
    1. Competenza dei membri del CDA
  3. Struttura
    1. Presenza di comitati interni al CDA
    2. Adeguatezza e puntualità della documentazione a supporto del CDA
  4. Processi
    1. Frequenza delle riunioni del CDA
    2. Controllo dei conflitti di interesse
    3. Frequenza di monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi
    4. Utilizzo di report di revisori indipendenti
    5. Gestione e controllo dei rischi
    6. Remunerazione del CDA parametrata ai risultati
    7. Comunicazione dei risultati agli stakeholders

I dati raccolti sono stati elaborati mediante una rigorosa metodologia statistica.

I risultati ottenuti hanno permesso di evidenziare una significativa relazione tra molte delle variabili analizzate e i risultati aziendali. In particolare, ed in estrema sintesi, lo studio evidenza:

una significativa relazione positiva delle performance aziendali con le seguenti variabili:

  1. Competenza dei membri del CDA;
  2. Adeguatezza e puntualità della documentazione a supporto del CDA;
  3. Frequenza delle riunioni del CDA;
  4. Remunerazione parametrata ai risultati.

una significativa relazione negativa rispetto alle seguenti variabili:

  1. Controllo dei conflitti di interesse
  2. Presenza di comitati interni al CDA

a conferma della convinzione che il mutuo controllo di prossimità tra i membri del CDA funziona meglio e ha migliori impatti sulla performance, rispetto a complesse e costose strutture burocratiche.

Le altre variabili indagate non hanno invece evidenziato particolari relazioni.

Lo studio soffre naturalmente di tutti i limiti che normalmente interessano le ricerche statistiche ed in particolare della scarsa attitudine delle imprese italiane a rispondere alle indagini facoltative, tuttavia esso risulta essere particolarmente importate perché si inserisce in un filone di studio poco approfondito in passato e che invece, auspicabilmente, dovrà esserlo in futuro.  Gli ulteriori elementi che gli studiosi si ripromettono di analizzare riguardano le differenze tra imprese di piccole e imprese di medie dimensioni oppure le specificità che caratterizzano le imprese famigliari.

Un’indagine che come abbiamo già avuto modo di affermare è particolarmente utile e prezioso per il nostro territorio.

Ricerche come queste andrebbero infatti maggiormente sostenute e divulgate perché, per dirla con le parole degli autori “costituiscono un ponte tra la teoria e la pratica” che risulterà cruciale per affrontare le sfide di un mercato sempre più evoluto e sofisticato.


Post scritto da:
Dott. Marco Snichelotto 

Dottore commercialista e revisore legale

 

Condividi questo articolo su: